RUBY: “BERLUSCONI NON MI HA MAI TOCCATA”
Ruby si confessa, “Berlusconi non mi ha mai toccata”. E getta ombre sui PM. Ci si mette un attimo a infangare una ragazza. L’intervista rilasciata nel salotto di Signorini, Kalispera, disegna una nuova verità nel caso Ruby – Berlusconi. «Sono stata violentata dai due miei zii a 9 anni – esordisce Ruby - Erano i fratelli di mio padre. L’unica persona con cui ebbi il coraggio di parlare fu mia madre che mi disse di stare zitta perché se papà scopriva che non ero più vergine mi avrebbe ammazzato». E poi prosegue il suo racconto, affermando che all’ età di 12 anni è stata persino cacciata da casa da suo padre. Da sola e senza denaro Ruby dice di aver iniziato a rubare. Ha provato a fare la prostituta, ma non ci è riuscita, non se la sentiva. Ruby avrebbe voluto fare spettacolo, però non è riuscita mai a contattare l’agenzia giusta. Il premier Berlusconi lo ha conosciuto il 14 febbraio 2010, il giorno di san Valentino. Una sua amica le propose una cena a casa del Presidente. “Fu una serata tranquilla, una cena normale, con Apicella che suonava e Berlusconi che cantava e raccontava qualche barzelletta, come fa spesso in queste occasioni – afferma - C’erano delle ragazze e anche Emilio Fede”. Quella sera non successe altro. Niente avances da parte di Berlusconi, niente sesso. Lei gli raccontò tutta la sua storia e quando andò via il Premier la chiamò nel suo studio e le dette una busta con 7 mila euro. Poi in merito alle intercettazioni telefoniche, in cui si dice che volesse chiedere 5 milioni di euro per il suo silenzio, afferma risoluta: “Voglio vedere e sentire queste intercettazioni. Alcune cose non mi tornano. Mi trovo in una situazione in cui non si sa dove sia la verità. Bisogna accertarsi anche sui Pm, a macchiare il nome di una ragazza ci si mette un secondo. Berlusconi lo stimo come persona e gli sarò riconoscente per tutta la vita. Non mi ha toccato con un dito“. Intanto il Terzo Polo insiste: si dimetta o si vada al voto. Ma Silvio Berlusconi non solo non ne ha la minima intenzione, rilancia ancor più determinato: «Il governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini».
20 gennaio 2011