LIBIA, MASSACRO A BENGASI. MILITARI CON I RIVOLTOSI
ROMA - Il figlio di Muammar Gheddafi , Seif al-Islam, lancia l’ allarme: La Libia e' vittima di un complotto, rischia la guerra civile, di venire divisa in diversi emirati islamici, di perdere tutto il petrolio che garantisce unità e benessere al Paese. Intanto sembra che il rais Gheddafi possa essersi dato alla fuga, mentre i disordini arrivano a Tripoli e per le strade della capitale si spara. Gheddafi Junior ha promesso alla nazione diverse riforme, una nuova costituzione, e presentato due alternative: ''Siamo a un bivio: o usiamo i nostri cervelli, stiamo uniti e facciamo le riforme insieme, altrimenti dimentichiamoci delle riforme e per decenni avremmo la guerra in casa''. Poi ha assicurato che il padre-rais ''dirige la battaglia a Tripoli'' e che ''vinceremo'' contro il nemico e ''non cederemo un pollice del territorio libico''. Intanto sembra che il bilancio sia arrivato a 300 morti, 50 solo nell’ultimo pomeriggio a Bengasi.
21 febbraio 2011