INFERNO LAMPEDUSA, SCONTRI E FERITI

Lampedusa a ferro e fuoco. Termina la tregua pacifica e la convivenza tra isolani e immigrati. Dopo il rogo al centro di accoglienza, l’isola si è trasformata in un inferno. A scatenarlo un gruppo di tunisini che, dopo avere passato la notte nell'area di un distributore di benzina nel porto vecchio, ha tenuto in scacco la Polizia minacciando di fare esplodere tre bombole del gas, rubate da un vicino ristorante, mentre la gente assisteva affacciata ai balconi delle case. Una quarantina di lampedusani e' scesa in strada e si è scatenata una sassaiola. Le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, posizionandosi in mezzo alle due fazioni hanno tentato di evitare il contatto fisico. Poi però un tunisino ha aperto la valvola di una bombola facendo uscire il gas e la polizia ha caricato gli immigrati. Gli extracomunitari, un centinaio, sono stati costretti ad ammassarsi proprio all'interno dell'area del distributore sotto i colpi di manganello. I tunisini hanno aggredito gli agenti. Poi è iniziata la caccia all’immigrato, con i lampedusani a bordo di motorini e altri mezzi. Aggrediti anche due operatori, uno di Sky e l'altro della Rai, mentre altri cronisti presenti venivano minacciati: ''Andate via, non vi vogliamo. Siete complici di questo disastro''. Il Viminale ha garantito lo svuotamento dell'isola nell'arco di 48 ore.

22 settembre 2011